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12/07/2016, 23:13



Non-provocate-Serena


 Ancora una volta stuzzicata con domande sessiste, la campionessa non si è tirata indietro



Don’t mess with Serena! 
Chi segue il tennis dovrebbe saperlo, che provocare la sette volte campionessa di Wimbledon con domande che sanno di sessismo non è mai una buona idea. 
È successo di nuovo, e proprio all’All England Club, dove un brillante giornalista si è rivolto a lei come "one of the greatest female athletes of all time" (una delle più grandi atlete donne di tutti i tempi). Ma Serena Williams è una campionessa, non solo in campo, e la sua risposta "I prefer the word ’one of the greatest athletes of all time.’" (preferisco l’espressione una dei più grandi atleti di tutti i tempi) non lasciava spazio a repliche.

E fin qui basterebbe da solo per zittire chiunque... Ma c’è stato chi è voluto andare oltre e chiederle se dopo aver sconfitto la Vesnina così seccamente (scusate se è la più forte n.d.r.), sentiva di meritare la stessa cifra di Federer, che era rimasto in campo tre ore ed aveva rimontato due set. Serena non è tipo da mandarle a dire e, seppure con la calma di un’atleta esperta, ha tirato fuori parole che, ne siamo certi, le venivano dal cuore."Certamente lo merito. Ora io chiedo a te: se scrivi un articolo breve, a fine mese pensi di dover ricevere uno stipendio più basso della collega che ti siede accanto e che ha firmato un pezzo più lungo del tuo?"
E poi ancora, con grande pacatezza: "Vorrei vedere il pubblico, la stampa, e gli altri atleti rispettare noi donne per quello che siamo e per quello che facciamo. Questa è la mia vita da quando avevo due anni, forse prima... E non credo di meritare di essere pagata meno in ragione del mio sesso. Non lo merita nessuno, in nessun lavoro". 
Game, set, match. Serena vince, sempre.


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