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ascolta la presidente Luisa Rizzitelli intervistata a Caterpillar AM - Radio2 RAI

18/07/2016, 18:33

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Il-basket-azzurro...-è-rosa


 Nello spazio di pochi giorni under 17, under 20 e nazionale sorde a medaglia



In un altro Paese le loro finali (e ci limitiamo solo alle finali) sarebbero state trasmesse in diretta dalla tv pubblica. In Italia, soltanto gli appassionati di basket si sono accorti che, nel giro di due settimane, le nazionali azzurre femminili u17 e u20 hanno conquistato rispettivamente l’argento mondiale e l’argento europeo.
Con loro, con queste ragazze giovanissime dotate di classe e cuore da vendere, che da noi non sono neppure professioniste, pur vivendo a tutti gli effetti lo sport come tali, il nostro basket è tornato sul tetto del mondo, in un momento oggettivamente piuttosto difficile per il corrispondente movimento maschile, compresa la nazionale maggiore delle star NBA.

Sara Madera, Valeria Trucco e le altre giovanissime dell’under 17 hanno battuto le campionesse di quattro continenti (Canada, Repubblica Ceca, Mali e Cina) prima di arrendersi in finale all’Australia. Insomma una squadra "squadra", con cinque top scorer diverse in sette incontri, che ha centrato così il miglior risultato del basket femminile italiano in un mondiale, rappresentativa seniores inclusa. 

Resterà negli occhi dei pochi che sono riusciti a vederla (grazie a internet) l’immagine di Cecilia "Zanda" Zandalasini che scuote la canotta azzurra a mo’ di bandiera, dopo l’ennesimo canestro segnato nell’Europeo under 20. Sì, siamo azzurre, siamo una squadra e onoreremo questi colori fino all’ultimo, sembrava dire la grinta dell’ala della Famila Schio agli spettatori di Saragozza che in finale sostenevano il team locale. Arma segreta di questo gruppo di lottatrici, l’unità, l’alchimia, l’essere squadra. E l’argento europeo non è una sconfitta, ma la grande, grande vittoria di un’Italia che si è trovata a rimontare, faticare, guadagnare ogni punto, anche senza la sua capitana Marzia Tagliamento, esclusa da un infortunio. Hanno dato tutto Francesca Pan, Ilenia Cordola, Lucrezia Costa, Martina Kacerik e le altre, così come Cecilia Zandalasini, talento cristallino e personalità straripante, eletta a furor di popolo miglior giocatrice del torneo. 

Fra under 17 e under 20, uno spazio di gloria se l’è ricavato anche la nazionale sorde, squadra nata a Pesaro nel 2011 con giocatrici provenienti, tra mille sacrifici, da tutta Italia. Per loro a Salonicco l’Europeo è stato di un bronzo che però ha il colore dell’oro. Un sogno che non sarebbe stato possibile senza il sostegno di tante persone, udenti e sorde, e senza internet, gli sms, un flusso continuo di comunicazione che è riuscito a riunire la passione e le energie di giocatrici di città lontanissime fra loro. 

Il basket femminile azzurro guarda quindi al futuro con ottimismo, sulle spalle di ragazze che hanno dimostrato di che pasta sono fatte. Molte di loro sono pronte per la nazionale maggiore, e chissà che a breve non si possa tornare a sognare le Olimpiadi. Resta l’amarezza che il futuro di queste giocatrici non sarà da professioniste dello sport, come meriterebbero. Contro questa ingiustizia Assist continua a battersi in tutte le sedi, perché i diritti siano riconosciuti anche a chi fa dello sport la sua vita e il suo lavoro.
12/07/2016, 21:13



Non-provocate-Serena


 Ancora una volta stuzzicata con domande sessiste, la campionessa non si è tirata indietro



Don’t mess with Serena! 
Chi segue il tennis dovrebbe saperlo, che provocare la sette volte campionessa di Wimbledon con domande che sanno di sessismo non è mai una buona idea. 
È successo di nuovo, e proprio all’All England Club, dove un brillante giornalista si è rivolto a lei come "one of the greatest female athletes of all time" (una delle più grandi atlete donne di tutti i tempi). Ma Serena Williams è una campionessa, non solo in campo, e la sua risposta "I prefer the word ’one of the greatest athletes of all time.’" (preferisco l’espressione una dei più grandi atleti di tutti i tempi) non lasciava spazio a repliche.

E fin qui basterebbe da solo per zittire chiunque... Ma c’è stato chi è voluto andare oltre e chiederle se dopo aver sconfitto la Vesnina così seccamente (scusate se è la più forte n.d.r.), sentiva di meritare la stessa cifra di Federer, che era rimasto in campo tre ore ed aveva rimontato due set. Serena non è tipo da mandarle a dire e, seppure con la calma di un’atleta esperta, ha tirato fuori parole che, ne siamo certi, le venivano dal cuore."Certamente lo merito. Ora io chiedo a te: se scrivi un articolo breve, a fine mese pensi di dover ricevere uno stipendio più basso della collega che ti siede accanto e che ha firmato un pezzo più lungo del tuo?"
E poi ancora, con grande pacatezza: "Vorrei vedere il pubblico, la stampa, e gli altri atleti rispettare noi donne per quello che siamo e per quello che facciamo. Questa è la mia vita da quando avevo due anni, forse prima... E non credo di meritare di essere pagata meno in ragione del mio sesso. Non lo merita nessuno, in nessun lavoro". 
Game, set, match. Serena vince, sempre.
12/05/2016, 02:47



ASSIST-in-audizione-al-Senato


 Per la prima volta l’Associazione Nazionale Atlete ascoltata in Commissione



Grazie allo straordinario lavoro di Josefa Idem, campionessa e oggi senatrice, da sempre sostenitrice delle nostre battaglie, per la prima volta si aprono le porte del Senato per la delegazione di Assist, che oggi sarà ascoltata a Roma, per un’audizione presso la Settima Commissione. Insieme un grande risultato, ma anche un punto di partenza, perché le istanze delle atlete raggiungano i luoghi in cui si discute e si prendono decisioni.

L’argomento all’ordine del giorno è lo stato dello sport in Italia, con particolare riferimento alle tutele di atlete e atleti e alle prospettive per il dopo carriera. 
Si tratterà anche del lavoro sportivo e della formazione di coloro che insegnano lo sport; di sport olimpico, di settori giovanili e di impiantistica sportiva, oltre che del potenziamento dello sport nella scuola. 

Prenderanno la parola per Assist la presidente Luisa Rizzitelli e l’avvocato Filippo Biolé, insieme a Monica Bastiani e Baldo Maragioglio.


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Il basket azzurro... è rosa

18/07/2016, 18:33

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Nello spazio di pochi giorni under 17, under 20 e nazionale sorde a medaglia

Non provocate Serena

12/07/2016, 21:13

Non-provocate-Serena

Ancora una volta stuzzicata con domande sessiste, la campionessa non si è tirata indietro

ASSIST in audizione al Senato

12/05/2016, 02:47

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Per la prima volta l’Associazione Nazionale Atlete ascoltata in Commissione

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